Cedolare al 21% trattenuta alla fonte e pagata direttamente da Airbnb.

12 Aprile 2017

La cedolare secca del 21% sugli affitti turistici è sempre stata riconosciuta dall’agenzia delle Entrate come un obbligo ed è anzi generalmente un vantaggio per i proprietari, che altrimenti sarebbero costretti a pagare l’Irpef, quasi sempre più onerosa.

La norma inserita ieri nel testo della manovrina è quella del meccanismo anti-evasione relativamente agli affitti cosiddetti “turistici”, cioè quelli di durata inferiore a 30 giorni che non prevedono l’obbligo di registrazione.

La norma, se verrà approvata, impone ai «soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare» (agenzie immobiliari e portali come Airbnb) di comunicare i contratti conclusi per loro tramite e di operare «all’atto dell’accredito» (il pagamento da parte del “guest”) una ritenuta del 21% quali sostituti d’imposta.

A definire i dettagli sarà un provvedimento dell’agenzia delle Entrate.

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